ultimo aggiornamento
giovedì, 22 ottobre 2020 2:31

Brutte avvisaglie d'autunno di C.Coco

 lunedì, 20 settembre 2010

Print Friendly and PDF

La ripresa post-feriale e la prossima tenuta del Congresso dell’ANM non paiono foriere di una meditazione autocritica, costruttiva e volta ad affrontare nelle migliori condizioni, per quanto dipende dalla magistratura associata, le permanenti e gravi sfide dell’efficienza della giurisdizione e della tutela della sua effettiva indipendenza, sotto ogni profilo.
Un piccolo ma significativo episodio in senso negativo si trae da quanto accaduto nella prima riunione, tenuta il 13 settembre, della Giunta distrettuale dell’ANM dell’Emilia-Romagna.
All’o.d.g. vi era, fra l’altro, la rotazione nelle cariche di Giunta (Presidente, Segretario e Tesoriere). L’argomento avrebbe dovuto prendere poco spazio, rispetto alle iniziative operative pure all’o.d.g., atteso che al momento della costituzione, nel maggio 2009, della nuova Giunta unitaria era intervenuto un accordo di rotazione verbalizzato nei seguenti esatti termini: “La nuova Giunta dopo ampia discussione procede alla nomina del Presidente nella persona di Lorenzo Gestri; del Segretario nella persona di Pier Luigi Di Bari; del Tesoriere nella persona di Carlo Coco. Delibera che secondo la prassi d’uso la presidenza e le altre cariche verranno turnati fra i vari gruppi che compongono la giunta ogni sedici mesi, quanto alla carica di Presidente in ordine decrescente di voti di lista”.
Ebbene, a sorpresa, i rappresentanti dei gruppi di Unicost ed Area scoprivano che l’interpretazione del predetto accordo non era univoca e che la rotazione avrebbe dovuto, ex nunc, tenere conto del principio di rappresentanza proporzionale dei gruppi a discapito della presenza, effettivamente minoritaria, di M.I. 
La non accettazione di questo inavvertito revirement da parte mia, che rappresento Magistratura Indipendente nella Giunta distrettuale, ha comportato, al termine di un lungo ed inutile dibattito, la rottura della collaborazione.
Nulla di troppo grave, sia ben chiaro, né di drammatico se non fosse per il valore indiziario, quanto a movente, modus operandi ed assenza di contenuti, che la vicenda assume nell’ambito dei più generali rapporti di confluenza dei gruppi associativi nell’ANM.
Mi corre l’obbligo di qualche breve nota esplicativa (al di là di quanto già non risulti dal verbale della riunione di giunta che riporto in calce) sul perché del passaggio all’opposizione, rispetto al “blocco” Unicost-Area, di Magistratura Indipendente anche a livello locale (dopo il livello nazionale).
La lettura della delibera in materia di rotazione delle cariche adottata all’atto dell’insediamento della nuova giunta non dà, sinceramente, adito a dubbi interpretativi – come diciamo nel nostro gergo “in claris non fit interpretatio” – né dubbi o discussioni vi furono all’epoca: sia perché vi è l’espresso riferimento alla rotazione delle “altre cariche”, oltre a quella presidenziale, “fra i vari gruppi”, e non “per teste” (interpretazione letterale), sia perché vi è l’espresso riferimento “secondo la prassi d’uso” (interpretazione teleologica) che è appunto ab antiquo, in Emilia-Romagna, nel senso della pari rappresentatività dei gruppi nelle giunte unitarie a prescindere dal quoziente elettorale. Insomma, tre gruppi per tre cariche .... non è difficile !
Certo, qualche collega da tempo lamenta proprio la sterilizzazione dei risultati elettorali ottenuta in ANM mediante le giunte unitarie che sono impostate sulla pari dignità / rappresentatività. A parte il fatto che da due anni e mezzo non c’è una giunta unitaria dell’ANM e che ciò non sembra abbia recato vantaggi al perseguimento dei comuni obiettivi statutari, bensì una evidente perdita di “peso politico” (nonostante l’opposizione deliberatamente “silenziata” di M.I.), è tuttavia evidente che o l’ANM riacquista la capacità di composizione e rappresentanza unitaria della categoria o, prima o poi, la rappresentanza si scinderà: una prospettiva che, personalmente, non trovo affatto auspicabile.
Ma, come si sa, i matrimoni richiedono consenso e pari dignità di due parti e non la logica aziendale del patto di sindacato (che si contesta a chi detiene la maggioranza in campo politico ma si vorrebbe talora applicata alle nostre maggioranze interne …).
Perché da parte mia non è stata accettabile, nell’ambito di una Giunta che ha ben operato con la collaborazione di tutti e senza risentire gli effetti del non unitario governo dell’ANM centrale, una “deminutio” in fondo trascurabile e che comunque trova riscontro in un diverso peso elettorale dei gruppi (peraltro contingente, visti i rispettivi risultati elettorali immediatamente precedenti e successivi) ?
Primo: pacta sunt servanda, tanto più in ambito associativo.
Su basi proporzionali, e quindi con rotazione e tempistiche differenziate secondo il peso dei gruppi, la giunta unitaria si sarebbe costituita anche a maggio 2009, perché il principio proporzionale può essere considerato comunque coerente con lo spirito (e lo Statuto) unitario che regge l’ANM (mentre non lo sarebbe mai un principio maggioritario).
Ma perché alla prima rotazione delle cariche di giunta Unicost e Area decidono ex novo di ridimensionare la rappresentatività già riconosciuta ad M.I., che pure rappresenta un quarto dei colleghi e dà comunque voce ad un’area di (elettoralmente manifestato) dissenso anche più ampia ?
E perché, di fronte alla concorde richiesta di cercare soluzioni per evitare la rottura della giunta unitaria, trovate verbalizzate soltanto due proposte alternative formalizzate da me (e respinte “con sdegno” dagli altri gruppi) ?
Il dato di fatto è che, a questo punto anche a livello locale, prevale l’intenzione del blocco Unicost-Area di mettere sotto tutela minoranze e dissenso (fino a quando ?): non si apre nessuna trattativa sul programma ma c’è un solo programma, quello di maggioranza, a cui associarsi e soltanto se si fa i bravi si è ammessi nel “salotto buono”.
La cosa ovviamente è insultante per un gruppo associativo, anche rapportata al ridotto livello locale. Ma per di più è ridicola, con una maggioranza a livello centrale impacciata e che rimedia tante “facciate” come l’attuale e che, essendo scarsamente rappresentativa (e il fatto è notorio anche all’esterno), non ha “peso politico” come l’attuale né sul piano del trattamento economico né normativo né ordinamentale !
Insomma, all’ampliarsi dell’area del dissenso fra i colleghi (vedi ultimi risultati di M.I. e degli autonomi), Unicost ed Area rispondono arrogantemente fingendo di non vedere e serrando le fila: ecco perché si voleva innovare e restringere anche a livello locale. Ed ecco perché per chi rappresenta la minoranza diviene d’obbligo il rifiuto al diktat di maggioranza.
Una brutta pagina, insomma, e … another break in the wall  per chi crede nel valore aggiunto dell’unità.
 
Carlo Coco
 
 
                                                                                ********
 
ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATISEZIONE EMILIA-ROMAGNAIn data 13 settembre 2010, alle ore 15.40 si riunisce la Giunta Distrettuale dell’Emilia Romagna presso i locali della Corte d’Appello di Bologna.Sono presenti: Lorenzo Gestri, Pier Luigi Di Bari, Carlo Coco, Marco Imperato, Irene Lilliu, Roberto Ceroni, Alessandro FarolfiORDINE DEL GIORNO  1) avvicendamento cariche rappresentative;2) partecipazione all'iniziativa Patto della Giustizia a Parma dell'8 ottobre 2010;3) stato dell'organizzazione dell'incontro sulla riforma della magistratura onoraria;4) varie ed eventuali In relazione al punto 1: Il Presidente dà atto che a settembre scadono i 16 mesi previsti per la turnazione delle cariche ; anzitutto tutti i presenti esrpimono soddisfazione per lo spirito unitario che ha animato la giunta e che ha consentito, con il fattivo contributo di tutti i suoi membri, di realizzare numerose iniziative e di partecipare attivamente alla vita degli uffici giudiziari (ad esempio la sede giudiziaria di Parma) e al dibattito pubblico del distretto.  Quindi la giunta discute del previsto avvicendamento delle cariche ; Ceroni, Di Bari, Farolfi, Gestri, Imperato e Lilliu ritengono che, in applicazione di quanto stabilito nella sua prima riunione e in base all’esito elettorale, la giunta dovrebbe assumere la seguente fisionomia :·        Presidente : Pier Luigi Di Bari (Area – MD Movimento)·        Segretario : Irene Lilliu (Unicost)·        Tesoriere : Carlo Coco (MI)In applicazione di tale schema (che vede la turnazione dei presidenti secondo l’ordine decrescente di voto) , nell’ultimo periodo Carlo Coco dovrà rivestire la carica di Presidente.Coco si oppone a tale indicazione, perché contraddittoria rispetto a quanto deliberato il 19.5.2009, all’atto della costituzione della Giunta unitaria, e cioè che “[…]La nuova Giunta dopo ampia discussione procede alla nomina del Presidente nella persona di Lorenzo Gestri; del Segretario nella persona di Pier Luigi Di Bari,; del Tesoriere nella persona di Carlo Coco. Delibera che secondo la prassi d’uso la presidenza e le altre cariche verranno turnati fra i vari gruppi che compongono la giunta ogni sedici mesi, quanto alla carica di Presidente in ordine decrescente di voti di lista.[…]”. Con ciò quindi prevedendosi la rotazione in rappresentanza di ciascun gruppo su tutti e tre gli incarichi di giunta. Fa presente che la delibera adottata l’anno scorso è conforme alla prassi vigente nel distretto ivi richiamata ed è conforme al principio di pari dignità dei gruppi che sta alla base del principio unitario dell’ANM.Tutti gli altri componenti della giunta non condividono che questa sia l’interpretazione univoca del verbale; non a caso è stato volutamente citato in maniera esplicita solo il criterio di turnazione della carica di presidente (peraltro quella più visibile e l’unica dotata di poteri di rappresentanza).Per le altre cariche, in considerazione del fatto che MI ha visto eletto un solo candidato a fronte dei tre degli altri due gruppi, Coco non avrebbe svolto le funzioni di segretario nel corso del quadriennio senza che ciò fosse lesivo del principio di pari dignità dei gruppi ed anzi salvaguardando la proporzionalità.. Coco conferma tuttavia il suo punto di vista, argomentando come questo sia l’unico concesso dal tenore letterale della delibera e aggiungendo che se si fosse voluto adottare un principio proporzionale nelle cariche si sarebbe dovuto fare fin dall’inizio.Gli altri membri della giunta contestano tale ricostruzione, ritenendo che sarebbe ragionevole applicare questo correttivo alla turnazione rigida proprio per non frustrare completamente l’esito delle urne.Carlo Coco a questo punto propone, quale soluzione di compromesso, di anticipare la sua presidenza ai prossimi 16 mesi, accettando poi di fare il tesoriere nel periodo finale e così rinunciando al ruolo di segretario.Ceroni, Di Bari, Farolfi, Gestri, Imperato e Lilliu respingono tale ipotesi trovandola non ragionevole e contraddittoria rispetto al dichiarato intento di dover rispettare il dato letterale della delibera del 19 maggio.Di Bari interviene rilevando che nella gestione concretamente unitaria della giunta in tutti i contenuti fin qui svolti, sino ad oggi condivisi da Carlo Coco, la posizione oggi assunta dal gruppo di MI sia incomprensibile e pretestuosa.Coco fa presente che oggi si consuma il vulnus nel rapporto unitario con la modifica degli accordi che reggevano la giunta unitaria.Coco, se l’intenzione comune è quella di non far pesare un innovativo principio maggioritario, dichiara la propria disponibilità al mantenimento degli attuali incarichi per l’intero mandato. Tutti gli altri membri rigettano tale ipotesi in quanto questa si configurerebbe come un radicale ribaltamento dei criteri iniziali, ispirati a proporzionalità e alternanza, di cui non si ravvisano fondate ragioni.In rappresentanza del gruppo di MI, Coco dichiara la propria opposizione al nuovo assetto di giunta e rimette l’incarico di Tesoriere.Ceroni, Di Bari, Farolfi, Gestri, Imperato e Lilliu prendono atto delle dichiarazioni di Coco e dell’uscita dalla giunta di MI procedendo nel modo seguente alla nomina della nuova Giunta nelle persone di Pier Luigi di Bari come Presidente, Irene Lilliu come Segretario e Alessandro Farolfi come Tesoriere.I neo eletti si impegnano a svolgere la loro opera nello spirito di concretezza e unitarietà che ha caratterizzato fin qui l’attività della Giunta.La Giunta si aggiorna alla data  del 28.9.2010 ore 16.Verbale chiuso alle ore 20Bologna, 13 settembre 2010

 
 
 
 
 
 

© 2009 - 2020 Associazione Magistratura Indipendente
C.F.: 97076130588
Via Milazzo, 22 - CAP 00165 - Roma, Italia
segreteria@magistraturaindipendente.it

 
 

Magistratura Indipendente utilizza cookies tecnici e di profilazione. Alcuni cookies potrebbero già essere attivi. Leggi come poter gestire i ns. cookies: Privacy Policy.
Clicca il pulsante per accettare i ns. cookies. Continuando la navigazione del sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.