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mercoledì, 6 gennaio 2021 18:54

DIRIGENZA NAZIONALE

Vanno rimossi gli ostacoli all’accesso da remoto ai servizi di cancelleria

  Dirigenza nazionale 
 giovedì, 16 aprile 2020

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Magistratura Indipendente, nel prendere atto delle considerazioni espresse dai vari partecipanti al Tavolo Tecnico Ministero-CSM tenutosi il 7 aprile scorso in ordine alle questioni afferenti all’organizzazione dell’attività giudiziaria nella fase dell’emergenza, esprime grande preoccupazione in ordine alla prospettive formulate dai rappresentanti del Ministero della Giustizia, che hanno escluso in radice la possibilità di garantire a tutto il personale amministrativo strumenti idonei a consentire il lavoro “da remoto” al fine di assicurare, anche nella cd. fase 2, l’effettività del lavoro giudiziario. 

Riconosce l’impegno profuso dal CSM che, nell’ambito delle prerogative istituzionali proprie ha cercato di dare una prima risposta alle numerose difficoltà incontrate dal personale amministrativo nell’accesso al cd. lavoro agile, proponendo, attraverso le linee guida e i protocolli emanati in questi giorni, delle soluzioni possibili al solo fine di garantire la continuità delle attività giudiziarie non sospese.
Ma ogni Istituzione non può travalicare le proprie competenze ed è chiamata ad assolvere i propri compiti e ad assumere, soprattutto nella drammaticità del momento, le proprie responsabilità.
Chiediamo quindi che, nell’imminenza della cd. fase 2, ad oggi prorogata al prossimo 12 maggio, il Ministero della Giustizia -competente a sovraintendere all’organizzazione dei servizi - si attivi prontamente per dotare tutti gli Uffici giudiziari delle necessarie risorse strutturali al fine di consentire a tutto il personale amministrativo il lavoro “da remoto”, rimuovendo gli ostacoli tecnici che ne impediscono la piena fruibilità e risolvendo nelle competenti sedi le prospettate, ma non meglio chiarite, problematiche di sicurezza, sia per i registri relativi alla giustizia civile che penale. 
E’ invero oggettiva l’impossibilità di garantire la continuità del servizio giustizia attraverso i presidi di personale amministrativo attualmente presenti negli uffici giudiziari: se non si compiono gli adempimenti amministrativi connessi alla celebrazione delle udienze, saranno poco praticabili o comunque non efficaci le innovative soluzioni offerte dalla giustizia telematica, quali l’udienza da remoto o l’udienza a trattazione scritta.
Ed anche in questo caso stupisce il silenzio della GEC dell’ANM che, non muovendo alcuna sollecitazione al Ministero, di fatto dimostra di accettare l’inevitabile ulteriore rallentamento del sistema che sarà certamente ed ingiustamente addebitato alla sola responsabilità dei Magistrati.

16 aprile 2020
Magistratura Indipendente
Il Presidente Mariagrazia Arena
Il Segretario Paola D’Ovidio

 
 
 
 
 
 

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