ultimo aggiornamento
lunedì, 23 novembre 2020 17:43

Elezione G.E.C. 21 novembre 2020

 mercoledì, 18 novembre 2020

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L'ANM che vogliamo.

 
 
I componenti del C.D.C. eletti nella lista di Magistratura Indipendente-Movimento per la Costituzione,
in vista della elezione della G.E.C. programmata per il 21 novembre p.v.
ribadiscono con fermezza
 
- che il principio della apoliticità della nostra Associazione - così come sancito dall'art 2 dello Statuto - è presupposto irrinunciabile per partecipare al governo unitario, in quanto essenza stessa dell’associazionismo giudiziario;
 
- che, pertanto, un diverso modo di intendere la natura, le finalità e gli scopi dell'Associazione rende impraticabile la condivisione del governo di essa;
 
- che un profondo e tangibile rinnovamento, già invocato nel corso della discussione in seno al Comitato del giorno 7.11.2020, è scelta ineludibile a fronte della progressiva delegittimazione della ANM e della profonda delusione manifestata da un elevato numero degli associati, situazione rispetto alla quale tutti gli eletti hanno mostrato consapevolezza;
 
- che v’è sintonia sul tema della questione morale da affrontarsi, però, con la consapevolezza che la narrazione di quanto accaduto nel recente passato (a tutti noto) impone una riflessione comune a tutta la magistratura associata e non deve limitarsi, così come in precedenza avvenuto, ad accuse giacobine indirizzate esclusivamente a singoli gruppi, chiara espressione di una interpretazione faziosa della realtà;
 
e propongono ai componenti del Comitato Direttivo Centrale la seguente piattaforma programmatica, elaborata tenendo conto anche di tutte le pregevoli proposte formulate dagli altri componenti eletti, articolata su sette punti aventi però tutti pari rilevanza; ciò al fine di provocare un sereno e proficuo dialogo ed in funzione della costituzione del nuovo governo dell’Associazione Nazionale Magistrati, nella consapevolezza che l’emergenza sanitaria, economica e giudiziaria chiama tutti noi a scelte di responsabilità:
 
1) Il C.D.C. si impegna ad analizzare il fenomeno della degenerazione di tutte le correnti, trasformate da luogo di elaborazione culturale in circuiti di scambio clientelare, quale emersa dalla diffusione delle chat intrattenute da Luca Palamara che hanno disvelato deteriori prassi trasversali a tutti i gruppi, senza ipocrisie; si impegna ad avviare una revisione critica che, muovendo dalla pari dignità di tutti i gruppi, sia diretta alla rivalutazione etica e culturale della associazione in modo da restituire ad essa credibilità e autorevolezza. Il C.D.C. ritiene prioritario, in funzione del rilancio dell’attività associativa e del recupero della fiducia dei colleghi nell’ANM, impegnarsi attivamente nel superamento di ogni fenomeno di degenerazione correntizia con la consapevolezza dell’erroneità di un’impostazione volta a condurre una graduazione delle colpe, mitigandole per alcuni gruppi rispetto ad altri, essendo indubbio che l’analisi delle disfunzioni coinvolge, e chiama in causa, tutta la magistratura associata. Ciò presuppone il reciproco riconoscimento della pari dignità, della storia e dei valori culturali di ogni gruppo associativo e di ogni movimento che qui trova rappresentanza, e della pari capacità di ciascuno di essi di contribuire ad una rifondazione dell’ANM.
 
Per realizzare l’obiettivo programmato, saranno subito istituite due commissioni di studio:
- la prima relativa a proposte di riforma del T.U. sulla dirigenza (con la finalità di recuperare maggiori spazi di prevedibilità delle decisioni consiliari e di valorizzare, in termini di raffronto col “fuori ruolo”, l’attività svolta dal magistrato dentro la giurisdizione, la pluralità delle esperienze ed il parametro dell’anzianità di servizio);
 
- la seconda per la riforma del sistema elettorale del C.S.M. (con la finalità di incidere radicalmente sul rapporto tra le correnti interne alla magistratura e i candidati al C.S.M. valutando l’attuale proposta di modifica che elimina il collegio unico nazionale e mira a un recupero del rapporto di conoscenza diretta tra i candidati al C.S.M. e gli elettori, ma non escludendo, al fine di vagliare comunque tutte le possibili alternative configurabili, l’analisi delle modalità di realizzazione e gli effetti riconducibili al sistema del cd. sorteggio temperato, che introdurrebbe un criterio di imprevedibilità nella prima fase di scelta dei possibili candidati al C.S.M.), con lo scopo di addivenire, entro e non oltre due mesi da oggi, a una mozione conclusiva da sottoporre al vaglio dello stesso C.D.C.;
 
2) L’A.N.M. per essere un interlocutore serio e credibile non deve porsi quale soggetto politico oppositore o collaterale a questo o quel governo; non deve essere lo strumento per affermare tesi e posizioni ideologiche funzionali a determinate interpretazioni valoriali ed etiche. I componenti del C.D.C. si impegnano a porre al centro dell’azione della A.N.M. la tutela dei magistrati e i temi sindacali. L’A.N.M. deve intervenire su questioni di ordinamento giudiziario, di status dei magistrati e relative al funzionamento della giustizia, evitando di esprimersi, in aperto contrasto con gli scopi statutari, con comunicati pro o contro l’indirizzo politico del Governo e le scelte che ne costituiscono attuazione; gli interventi della G.E.C. e del suo presidente devono, dunque, essere responsabilmente indirizzati all’attuazione delle finalità dello Statuto (art. 2); vanno, perciò, scongiurati sconfinamenti impropri in ambito politico, con l’intento di influire su scelte che nulla hanno a che vedere con la politica giudiziaria e con l’amministrazione della giustizia ovvero con le esigenze di garantire i principi di autonomia e indipendenza dell’ordine giudiziario; da qui l’esigenza che ciascun componente della G.E.C. possa esprimere a verbale in maniera chiara l’eventuale dissenso rispetto al deliberato adottato;
 
3) il C.D.C. si impegna a riconoscere priorità ad ogni possibile intervento sulle necessarie riforme imposte dall’emergenza COVID; la tutela della salute dei magistrati, come quella di ogni altro operatore e utente della giustizia, non può in alcun modo essere sacrificata in nome di una celere ed indiscriminata trattazione dei procedimenti; vanno, allora, predisposti i necessari correttivi al procedimento, civile e penale, per ridurre al minimo i rischi di contagio, prevedendo un generalizzato ricorso ai collegamenti da remoto;
 
4) Il C.D.C. si impegna a chiedere al C.S.M. un intervento deciso in tema di carichi esigibili e standard di rendimento;
 
5) Il C.D.C. si impegna a rendere effettiva l’attività sindacale dell’ANM, ad organizzare un rilancio forte dell'attività sindacale, che è una priorità anche degli scopi previsti dallo Statuto dell’ANM con un poderoso potenziamento del relativo ufficio; l’attenzione dovrà comunque essere rivolta
a) all’assistenza e tutela per i casi di malattia organizzando all’uopo la stesura di una proposta di legge finalizzata alla unificazione delle voci stipendiali al fine di sterilizzare -per il caso di malattia - la decurtazione stipendiale;
b) all’assistenza economica in relazione ai costi legati alle attività d’Ufficio (per es. per quelli di sistemazione in caso di prima assegnazione o trasferimento), anche organizzando la stesura di una richiesta di puntuali previsioni di deduzioni fiscali per le spese effettuate per l’esercizio della funzione giudiziaria quando si tratti di beni o servizi non forniti dall’amministrazione o di fatto indisponibili negli uffici giudiziari (toghe, notebook e tablet, riviste, manuali, codici, abbonamenti online a banche dati giuridiche ecc.)
c) alla formulazione di una proposta di revisione della gestione previdenziale, con spostamento delle posizioni presso l'Istituto di previdenza per magistrati da riformare per garantire la specificità della nostra posizione e sottrarre a controllo esterno un'importante parte delle ritenute complessive, quelle contributive;
d) all’assistenza in materia disciplinare;
 
6) Il C.D.C. si impegna ad elaborare plurime proposte funzionali ad un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro dei magistrati in funzione di un recupero deciso della dignità della funzione svolta; a tal ultimo fine e tenendo conto dei plurimi piani di intervento
a) il C.D.C. si impegna a chiedere un poderoso intervento sul fronte dell’edilizia giudiziaria, dell’ammodernamento degli ambienti in cui quotidianamente è esercitata la giurisdizione, un nuovo regime delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre strutture per rendere più immediato ed efficiente il sistema degli interventi;
b) il C.D.C. si impegna ad elaborare proposte finalizzate a rendere sostenibile (per il tramite anche di un potenziamento dell’assistenza informatica da remoto) la fruizione del Processo Civile Telematico e del Processo Penale telematico; esigenza resa attuale dall’emergenza COVID 19;
c) il C.D.C. si impegna ad elaborare una proposta di revisione del sistema delle valutazioni di professionalità dei magistrati al fine di alleggerire la procedura ed improntata ad uno stravolgimento anche dell’approccio culturale; la professionalità dei magistrati e l’idoneità all’esercizio della giurisdizione vanno presunte con una netta inversione dell’onere della prova;
 
7) il C.D.C. si impegna ad elaborare in Assemblea Costituente modifiche statutarie volte a favorire e accrescere la partecipazione degli iscritti alla vita dell’Associazione ed all’Assemblea Generale; a rendere ancor più trasparenti e fruibili i verbali e le delibere degli organi dell’Associazione; a rafforzare lo strumento del voto telematico affinché sia implementato e utilizzato sistematicamente anche a fini consultivi della generalità degli associati sui temi di maggiore interesse; a riconoscere maggiore autonomia di azione, di organizzazione e finanziaria delle Sezioni e Sottosezioni.
 
Cecilia Bernardo, Salvatore Casciaro, Chiara Gagliano, Enrico Infante, Raffaella Marzocca, Ilaria Perinu, Maria Cristina Ribera, Antonio Sangermano, Michaela Sapio, Ugo Scavuzzo

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