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giovedì, 11 luglio 2024 19:20

IL NUOVO TRIBUNALE PER I MINORI E FAMIGLIA

 martedì, 5 marzo 2024

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CRITICITA’ ORGANIZZATIVE E DI SISTEMA: DIFFERIRE E RIPENSARE LA RIFORMA

Con la legge delega 26 novembre 2021 n. 206 e il d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, è stata prevista l’istituzione di un Tribunale unico e specializzato per le persone, per i minorenni e per le famiglie (TPMF), articolato su base circondariale (presso ogni sede di Tribunale ordinario), e distrettuale (presso ciascuna sede di Corte d'appello).

La costituzione del nuovo ufficio dovrà avvenire senza nuovi oneri per la finanza pubblica, e quindi senza alcun ampliamento delle dotazioni organiche di magistratura e di personale amministrativo.

Il nuovo Tribunale sarà quindi formato dagli attuali giudici del Tribunale per i Minorenni, dai giudici delle Sezioni Famiglia e Minori delle Corti d’Appello, su loro domanda (per la sezione distrettuale), dagli attuali giudici che operano presso i Tribunali ordinari, su loro domanda (per la sezione circondariale).

Le funzioni attualmente svolte dalle Corti d’appello, ad eccezione della materia penale e dell’adottabilità, saranno trasferite alla Sezione distrettuale del costituendo Tribunale, che decide sulle impugnazioni dei provvedimenti del giudice monocratico.

I giudici addetti al nuovo Tribunale potranno svolgere funzioni sia presso la sezione distrettuale sia presso una o più sezioni circondariali, e quindi potranno svolgere funzioni di primo e di secondo grado.

I provvedimenti delle sezioni circondariali sono infatti adottati dal giudice togato monocratico (e non più, per la materia minorile, da un collegio composto da due giudici togati e da due giudici onorari), mentre le sezioni distrettuali avranno la funzione di giudice del reclamo dei provvedimenti emessi in sede circondariale.

La riforma, pur nel dichiarato intento di creare un Ufficio ad alta specializzazione, presenta rilevanti aspetti problematici, sia dal punto di vista sistematico, sia organizzativo.

MAGISTRATURA INDIPENDENTE INTENDE SEGNALARE LE SEGUENTI CRITICITA’:

Sul piano sistematico:

  1. la perdita della collegialità nella materia minorile, massima espressione giurisdizionale e garanzia di maggiore ponderazione nelle decisioni, in una materia che coinvolge gli interessi sensibilissimi dei minori e, in generale, della persona;
  1. l’esclusione dal processo decisionale dei giudici onorari, la cui competenza extragiuridica risulta indispensabile per la corretta valutazione delle conseguenze di determinate scelte sulla vita del minore;
  1. il sostanziale svuotamento del secondo grado di giudizio, dato che lo stesso giudice potrà svolgere contemporaneamente le funzioni di primo e secondo grado, salva l’incompatibilità per i procedimenti dal medesimo già trattati, con l’inevitabile appiattimento della giurisprudenza;
  1. la sostanziale eliminazione – in aperto contrasto con le finalità della riforma - del giudice unico specializzato già esistente e competente su tutte le materie devolute all’ufficio di nuova istituzione (minori, famiglia, tutele),  ossia le Sezioni della Corti d’appello Famiglia e Minorenni.

Sul piano organizzativo:

  1. l’attribuzione di significative nuove competenze alla Procura presso il TPMF, in assenza di un corrispondente adeguamento dell’organico di magistratura (corrispondente a quello delle attuali Procure minorili);
  1. la previsione per cui i procedimenti pendenti davanti al Giudice tutelare  non vengono trasferiti al nuovo TPMF fino ad esaurimento, senza considerare che le procedure relative alle tutele restano pendenti per molti anni, con conseguente duplicazione di uffici: uno per gestire le pendenze, un altro per le sopravvenienze;
  1. la previsione per cui i giudici addetti al TPMF possono svolgere le funzioni presso la sede distrettuale, nonché presso una o più sezioni circondariali del medesimo tribunale, anche per singoli procedimenti, secondo criteri tabellari,  con la conseguenza che per molti giudici si renderanno necessari spostamenti all’interno del distretto e,  in caso di esito sfavorevole degli interpelli volti a colmare i vuoti di organico, si determineranno gravissime difficoltà organizzative per il TPMF e per i giudici che verranno assegnati d’ufficio alle sedi circondariali (difficoltà per lo più aggravate dal fatto che prevedibilmente non potranno esservi assegnati MOT prima di settembre / ottobre 2025);
  1. la rideterminazione, a dotazione invariata,  delle piante organiche di magistratura e di personale amministrativo del nuovo TPMF;
  1. il reperimento di nuovi spazi lavorativi, e quindi interventi significativi di edilizia giudiziaria;
  1. lo sviluppo degli applicativi, tenuto conto, peraltro, della recentissima e non ancora completa digitalizzazione dei procedimenti di competenza degli Uffici minorili;
  1. la complessa determinazione delle nuove tabelle di organizzazione del nuovo ufficio, di competenza del CSM, cui è demandato anche di stabilire con quali criteri i giudici saranno addetti alle sezioni distrettuali, circondariali o entrambe.

Tutto ciò in un contesto in cui gli operatori della Giustizia Minorile sono sopraffatti dal lavoro da svolgere per gestire i crescenti bisogni drammatici dei ragazzi, che non riescono più a trovare nel mondo degli adulti (famiglie, scuole, centri di aggregazione) riferimenti valoriali validi, e degli adulti (genitori, insegnanti, operatori) che hanno smarrito le loro capacità educative.

Sono quindi assolutamente necessari maggiori investimenti sulla spesa sociale, scuole, ambiti educativi, socio sanitari, tutela dei minori e giustizia minorile.

E sono necessari investimenti per la seria attuazione della riforma, che non può avvenire a costo zero.

La tempistica per la costituzione del TPFM, prevista per ottobre 2024, necessita  quindi all’evidenza di tempi tecnici ben più lunghi e di una attenta rimeditazione.

MAGISTRATURA INDIPENDENTE CHIEDE

Al Ministro ed alle Istituzioni competenti di differire l’entrata in vigore del TPFM e  di valutare al contempo i necessari correttivi alla riforma per affrontare e porre rimedio alle criticità evidenziate, mediante:

  • stanziamento di effettive risorse di magistrati e di personale amministrativo;
  • mantenimento delle sezioni specializzate delle Corti d’Appello; 
  • supporto delle funzioni minorili con strutture idonee e personale qualificato in grado di sostenere i minori che vivono situazioni drammatiche e di disagio.

La Presidente, Loredana Miccichè
Il Segretario Generale, Claudio Galoppi

 

 
 
 
 
 
 

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