Magistratura Indipendente
venerdì, 14 agosto 2020 12:46
 

lunedì, 18 maggio 2020
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Il rinnovamento vero anticorpo contro l’incapacità di autocritica

Già all’indomani dei fatti dello scorso maggio Magistratura Indipendente ebbe ad indicare il pericolo della superficialità e sommarietà con cui si stavano valutando i noti fatti, tanto da ricordare l’espressione trasformista propria del gattopardismo: “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.

Con un insopportabile moralismo di maniera ci si è accaniti in modo feroce contro pochi individui, convinti di poter così eludere la realtà e far finta di voler cambiare voltando frettolosamente pagina.

Nulla di più errato, insensato e delegittimante.

Ci trovavamo di fronte ad un allarme, un problema ben più serio e generalizzato che avrebbe richiesto in sede associativa una immediata autocritica collettiva.

Invece si è preferito cercare la strada più rapida e antidemocratica per la occupazione del “potere” da parte di una corrente in danno dell’altra.

Negli ultimi giorni, con una seconda ondata di notizie giornalistiche, sono stati pubblicati stralci di messaggi whatsapp.

Per uno strano scherzo del destino, i protagonisti involontari dei nuovi dialoghi sono i Savonarola di un tempo: i duri e puri che gridavano il loro sdegno li vediamo arroccati nel bunker, si cimentano in sottili distinguo o in maldestri equilibrismi dialettici.

La Giunta Esecutiva Centrale della ANM - che un anno fa convocò un C.D.C. d’urgenza ed assemblee immediate chiedendo dimissioni ed esprimendo giudizi morali -  oggi tace, evidentemente incapace di individuare soluzioni basate su una (smarrita quanto inutilmente sbandierata) Etica della responsabilità.

Il gruppo di Magistratura Indipendente ha avviato per tempo, rispetto a quelle drammatiche vicende, un percorso di sofferta autocritica, operando subito un radicale cambiamento e procedendo – nel segno del totale rinnovamento, unico gruppo nel panorama associativo – a un avvicendamento integrale nelle cariche statutarie al fine di favorire il più ampio contributo di sensibilità ed esperienze professionali.           

Se si vuole (tentare di) restituire credibilità e decoro alla magistratura, è necessario, ora come allora, un atto di riflessione e di autoresponsabilità anche da parte delle altre componenti  associative e di tutti coloro che si trovano coinvolti: costoro pensavano forse di essere esenti e che quanto sta emergendo sulla libera Stampa non li colpisse, ma così non è stato.

Ciò senza indulgere affatto - si badi - sulle condotte che hanno investito anche Magistratura Indipendente per le quali, è bene ricordarlo, tre Consiglieri del Csm si sono dimessi un anno addietro, a ciò determinati, oltre che per sensibilità istituzionale, da una inaudita, terribile ferocia condita da processi sommari con l’individuazione delle loro persone quali unici capri espiatori.

Questa stessa ferocia noi non intendiamo praticarla, perché non è nella nostra cultura garantista, e perché riteniamo che le dimissioni siano un atto personale: chi ha sbagliato sa quando e perché, e potrà trarne, se del caso, le dovute conseguenze. Diversamente saranno i magistrati italiani e la politica a trarne le conseguenze.

Magistratura Indipendente non intende assumere lo stesso atteggiamento che altre componenti associative hanno avuto nei suoi confronti come in una sorta di nemesi storica: la nemesi è nei fatti e sta esplodendo in tutta la sua tragica verità.

Ora come allora chiediamo alla A.N.M., anziché sommari processi di piazza, un doveroso accertamento dei fatti e una ferma indicazione etica.

Il passo successivo è impegnarsi per una rinascita associativa e per un autentico rinnovamento che ripudi le logiche dell’appartenenza e del carrierismo, avendo a cuore la tutela dell’indipendenza del magistrato e i temi della giustizia - oggi estremamente più complessi -  ciò di cui hanno bisogno i cittadini.

 

17 maggio 2020

 Magistratura Indipendente      

Il Presidente

 Mariagrazia Arena

 

Il Segretario

Paola D’Ovidio

 
 
 
 
 
 
 

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