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giovedì, 22 ottobre 2020 2:32

Il rinnovo del CDC: una occasione persa di serietà.

 sabato, 9 maggio 2020

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La maggioranza ha deciso: si voterà per il rinnovo della ANM il prossimo 18 ottobre 2020, dopo una proposta iniziale di alcuni gruppi fissata addirittura al 25 ottobre 2020.
Magistratura Indipendente ha mantenuto ferma l’indicazione dell’accorpamento delle elezioni per l'ANM con quelle per il rinnovo dei CC.GG.
Ovvero, la proposta di una sorta di grande giorno della democrazia.
Solo in via subordinata avevamo proposto la data del 20 settembre 2020.
Argomenti di una certa debolezza hanno, invece, animato il dibattito: la necessità di consentire un’ampia campagna elettorale da parte dei candidati e l’opportunità di attendere più tempo per sperare nella fine o nella attenuazione dell’emergenza sanitaria.
A noi sono apparse motivazioni inconcludenti:
- è fin troppo chiaro che la pandemia ha cambiato radicalmente il nostro modo di relazionarci con i Colleghi che mal sopportano campagne pressoché permanenti;
- in secondo luogo la condizione di proroga (si badi: reiterata) in cui versa il CDC avrebbe dovuto consigliare di far prevalere l’insopprimibile istanza di democrazia che è racchiusa nell’esercizio del diritto di voto, senza tentennamenti di sorta.
Motivazioni, inoltre, incomprensibili, addotte col pretesto di consentire la più ampia conoscenza dei candidati (per i quali ben possono essere organizzati degli incontri telematici), prevedendo addirittura cinque mesi di campagna elettorale rispetto ai tre che erano stati concessi per le tradizionali elezioni in origine fissate tra il 22 e il 24 marzo 2020.
Evidentemente vi è chi intravede una propria fragilità politica, progettuale e di candidati, e ha chiesto più tempo per recuperare consensi (altri gruppi hanno proposto la riapertura anche delle liste).
Una opzione che, all’evidenza, mette in luce i rischi che ogni prorogatio eccessiva di potere porta ineluttabilmente con sé: strumentalizzare l’emergenza per restare al governo della ANM appena un mese in più.
Si è discusso in secondo luogo di voto telematico, con la ingiustificata proposta di costituzione di una (ennesima) Commissione per approfondire i requisiti di fattibilità tecnica.
Un ulteriore auto-goal che rende plasticamente evidente la permanenza di esitazioni e incertezze da parte di qualcuno sulla reale “convenienza” di tale metodo (in termini di orientamento del consenso).
Magistratura Indipendente ha richiamato l’osservanza dello Statuto ANM ed offerto la propria disponibilità “esterna” a dare un impulso per una proposta tecnica rapida e concreta, posto che l’articolo 27 del citato Statuto (come modificato) già prevede quanto segue: “le operazioni di voto si svolgono nei giorni stabiliti anche mediante le opportune procedure telematiche, che saranno regolamentate dalla GEC e approvate dal CDC”.
Restiamo in attesa che la GEC, alla quale MI non partecipa, ci sottoponga una proposta valida che garantisca sicurezza, segretezza e personalità del voto telematico; dunque, occorrerà riparlarne al prossimo CDC.
E' paradossale che la GEC si lamenti dell'inerzia e dei ritardi degli interlocutori istituzionali quando non è in grado di dimostrare tempestività, efficacia e chiarezza di idee nello svolgimento del ruolo affidatole.
L’unica certezza oggi emersa è l’attaccamento degli altri gruppi alla guida della ANM.

9 maggio 2020

I componenti del CDC per Magistratura Indipendente

 
 
 
 
 
 

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