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La lettera del Presidente Napolitano a Palamara

 sabato, 7 novembre 2009

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Il Presidente della Repubblica
Roma, 5 novembre 2009
 
 
Gentile dott. Palamara,
non ho bisogno di dirle – in risposta alla lettera da Lei indirizzatami il 16 ottobre scorso – come susciti viva preoccupazione anche in me l’acuirsi della tensione tra le istituzioni della Repubblica, e in particolare tra quelle in cui s’incarnano i rapporti tra politica e giustizia. A questo tema dedicai d’altronde l’intervento di apertura della seduta del CSM del 14 febbraio 2008; intervento che aprì una libera e ricca discussione. Ritengo che le considerazioni da me allora svolte conservino un’attualità e un valore ancor oggi, rispecchiando quell’impegno di serena valutazione – cui sono tenuto in coerenza con la natura del mio mandato – dei termini del problema.
Nell’affrontare la vicenda dell’attacco mediatico al giudice Mesiano – cui lei fa specifico riferimento nella sua lettera e di cui io stesso non ho mancato di rilevare il carattere “inquietante” – il Consiglio Superiore della Magistratura ha auspicato il ritorno a un confronto che rimanga in una “misura di civiltà e rispetto reciproco”. È un invito equilibrato e sereno che condivido nella mia veste di Presidente del Consiglio Superiore e di Capo dello Stato.
Sono convinto che, al di là delle contingenze, l’Associazione debba continuare a guardare a tutti i motivi e gli aspetti della crisi del sistema giustizia, offrendo – con rigore, con misura e senza scendere sul terreno dello scontro – la sua disponibilità a concreti contributi propositivi, come un interlocutore attento e credibile, fermo nella difesa dei principi fondamentali di indipendenza e autonomia – di cui sono e resto garante – ma sempre aperto al dialogo e all’ascolto. E ciò in vista di quelle riforme né occasionali né di corto respiro che auspicano tutti coloro che hanno a cuore un soddisfacente esercizio della fondamentale funzione di presidio della legalità, al servizio del cittadino e dei suoi diritti, nel rispetto reciproco e nella leale collaborazione tra tutte le istituzioni.
Con viva cordialità
 
Giorgio Napolitano

 
 
 
 
 
 

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