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venerdì, 30 settembre 2022 2:22

Magistratura Indipendente: "cittadini vogliono magistrati liberi"

 mercoledì, 16 marzo 2022

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Giustizia: Magistratura Indipendente, con riforma governo non raggiungeremo obiettivi Pnrr

LUNEDI' 14 MARZO 2022

Magistratura Indipendente: "cittadini vogliono magistrati liberi"- "La Magistratura ai tempi del Pnrr" Roma, 14 mar. (askanews)
"La riforma dell'ordinamento giudiziario elaborata dal Governo al dichiarato scopo di raggiungere gli obiettivi del P.N.R.R. introduce forti poteri gerarchici dei capi negli uffici giudicanti e requirenti, una distinzione delle funzioni giudicanti e requirenti che è una separazione mascherata, la valutazione dei magistrati basata solo sui numeri delle cause smaltite, il voto degli avvocati sulle valutazioni di professionalità dei magistrati". Lo afferma Magistratura Indipendente, nella riflessione "Che magistrato vuole il Paese, la Magistratura al tempo del Pnrr, firmato da segretario e presidentre di Mi Angelo Piraino e Luisa Napolitano. "Questa riforma - afferma Mi- rende il magistrato gerarchicamente vincolato agli ordini del capo dell'ufficio, preoccupato di rimanere nelle grazie degli avvocati, obbligato solo a smaltire il maggior numero di processi, costi quel che costi. Questa riforma disegna una Magistratura succube, asservita, timorosa, non libera, burocratizzata. I magistrati sono i primi a soffrire per le condizioni in cui si trova la giustizia italiana. Siamo tra i magistrati più produttivi d'Europa, la nostra storia dimostra la dedizione della Magistratura alle istituzioni democratiche italiane, ma nonostante tutto ciò i nostri concittadini non hanno fiducia nel sistema giudiziario".

"Vogliamo poter garantire ai cittadini - prosegue Mi- decisioni rapide ma anche sufficientemente meditate, vogliamo poter dare adeguate garanzie a tutte le parti, perché i processi non sono solo numeri, sono vicende dalle quali dipende il destino delle persone.Vogliamo un magistrato libero di poter decidere seguendo solo la legge e la coscienza, che non abbia speranza di trarre qualche vantaggio dalle decisioni che deve prendere, ma che non debba nemmeno avere paura delle conseguenze personali che possa subirne". "Il carrierismo e il conformismo - conclude Mi- sono i principali mali della Magistratura italiana. Questa riforma non fa nulla per contrastarli, ma rischia invece di incentivarli, e non è certamente così che potremo raggiungere gli obiettivi promessi all'Europa".

Giustizia: Magistratura Indipendente, con riforma governo non raggiungeremo obiettivi Pnrr - Roma, 14 mar - (Nova)
"La riforma dell'ordinamento giudiziario elaborata dal governo al dichiarato scopo di raggiungere gli obiettivi del Pnrr introduce forti poteri gerarchici dei capi negli uffici giudicanti e requirenti, una distinzione delle funzioni giudicanti e requirenti che e' una separazione mascherata, la valutazione dei magistrati basata solo sui numeri delle cause smaltite, il voto degli avvocati sulle valutazioni di professionalita' dei magistrati". Lo hanno reso noto Angelo Piraino, segretario nazionale e Luisa Napolitano, presidente nazionale di Magistratura Indipendente. "Questa riforma - hanno continuato Piraino e Napolitano - rende il magistrato gerarchicamente vincolato agli ordini del capo dell'ufficio, preoccupato di rimanere nelle grazie degli avvocati, obbligato solo a smaltire il maggior numero di processi, costi quel che costi. Questa riforma disegna una Magistratura succube, asservita, timorosa, non libera, burocratizzata". "I magistrati sono i primi a soffrire per le condizioni in cui si trova la giustizia italiana. Siamo tra i magistrati piu' produttivi d'Europa, la nostra storia dimostra la dedizione della Magistratura alle istituzioni democratiche italiane, ma nonostante tutto cio' i nostri concittadini non hanno fiducia nel sistema giudiziario. Vogliamo poter garantire ai cittadini decisioni rapide ma anche sufficientemente meditate, vogliamo poter dare adeguate garanzie a tutte le parti, perche' i processi non sono solo numeri, sono vicende dalle quali dipende il destino delle persone. Vogliamo - hanno proseguito - un magistrato libero di poter decidere seguendo solo la legge e la coscienza, che non abbia speranza di trarre qualche vantaggio dalle decisioni che deve prendere, ma che non debba nemmeno avere paura delle conseguenze personali che possa subirne. Il carrierismo e il conformismo - hanno concluso Piraino e Napolitano- sono i principali mali della Magistratura italiana. Questa riforma non fa nulla per contrastarli, ma rischia invece di incentivarli, e non e' certamente cosi' che potremo raggiungere gli obiettivi promessi all'Europa".

 
 
 
 
 
 

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