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giovedì, 15 aprile 2021 17:42

IN ANM  

Report dal CDC: RIUNIONE DEL 06/07 FEBBRAIO 2021

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 martedì, 23 marzo 2021

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La seduta del CDC si è aperta con la relazione del Segretario Generale che ha rievocato i passaggi salienti della più recente attività della Giunta esecutiva centrale (dal completamento della fase degli interpelli per le Commissioni permanenti di studio, all’incontro con il presidente dell’Istituto nazionale di previdenza e mutualità fra i magistrati italiani e a quello con il Ministro della Giustizia, per poi passare ad illustrare sinteticamente i contenuti dell’audizione in commissione giustizia alla Camera sul ddl di riforma ordinamentale).

Il dibattito si è quindi concentrato sulla nomina del nuovo componente del Collegio dei probiviri, a seguito delle dimissioni presentate dal dr. Giuseppe Corasaniti. A&I ha proposto il dr. Mario Ciancio, collega in pensione, mentre “Articolo101”, segnalando l’esigenza di una rappresentanza di genere, ha avanzato la candidatura della collega Elena Riva Crugnola, giudice in servizio presso il Tribunale di Milano.

Noi eletti di Mi-MpC, nella convinzione che il principio della rappresentanza di genere, previsto dallo Statuto, non fosse applicabile a un organo avente funzioni di natura prettamente istruttoria e considerata la tendenziale preferenza alla nomina di colleghi già in pensione, abbiamo aderito alla proposta formulata dal gruppo di A&I, tenuto conto che il collega Mario Ciancio è stato collocato a riposo già da tempo e che è persona di notoria probità e professionalità. Dopo la prima votazione, all’esito della quale non si è raggiunta la maggioranza qualificata necessaria, è stato nominato quale nuovo componente del Collegio dei probiviri il dr. Mario Ciancio.

Si è passati così all’esame della proposta di “Articolo101” di invitare il Procuratore Generale della Cassazione a revocare le “linee guida” dettate per l’individuazione delle condotte a rilevanza disciplinare emergenti dalle chat del dr. Palamara. La proposta è stata respinta e ciò perché si è ritenuto che l’ANM non possa svolgere una funzione d’indirizzo dell’azione della Procura Generale presso la Corte di Cassazione; senza che ciò implichi, evidentemente, una giustificazione della cd. autopromozione o della raccomandazione, condotte (queste) soggette al doveroso vaglio dell’ANM nei profili di conformità al Codice etico.

A questo punto, si è aperto il dibattito sulla acquisizione delle chat del dr. Palamara presso l’A.G. di Perugia.

Gli interventi si sono susseguiti numerosi: secondo i rappresentanti di Area e di UpC sarebbe stato necessario prendere nettamente le distanze dal libro-intervista del dr. Palamara, la cui narrazione, non esente da inesattezze e falsità, sarebbe mossa da finalità sottese dell’autore, il quale pretenderebbe di riscrivere la storia della Repubblica dell’ultimo ventennio accreditando strumentalmente la tesi di una finalità politica dell’azione associativa dell’ANM, grazie soprattutto alla “saldatura” tra il gruppo di Area e quello di UpC.

Noi di Mi-MpC abbiamo, invece, avvertito la pressante esigenza di affermare che non tutta la Magistratura è quella descritta nel libro di Palamara e che la maggior parte dei colleghi lavora quotidianamente con impegno, abnegazione al servizio del Paese e dei cittadini. Proprio a difesa della onorabilità e credibilità di questi magistrati abbiamo sottolineato come sia fondamentale che il Collegio dei Probiviri proceda con urgenza all’accertamento non solo dei fatti narrati nel libro-intervista, ma di tutte quelle condotte che, rese note dai media, hanno recato un grave vulnus all’immagine della Magistratura. Nella consapevolezza del ponderoso materiale da esaminare e delle non inesauribili risorse dell’Associazione, abbiamo presentato una mozione di delibera al CDC, al fine di indicare (con precisa assunzione di responsabilità) dei “criteri di priorità” per guidare l’azione disciplinare endo-associativa dei Probiviri; in tale ottica, abbiamo proposto di dare mandato al Collegio dei probiviri di procedere in primo luogo all’accertamento di quelle condotte che, per la loro gravità, sia sotto il profilo etico che istituzionale ovvero perché oggetto di particolare clamore mediatico, abbiano causato forte discredito all’Ordine Giudiziario. Del resto, trattandosi di fatti ormai già pubblici, con riferimento ad essi il Collegio dei probiviri può immediatamente aprire l’istruttoria, anche testimoniale, non essendovi certezza in ordine ai tempi necessari per l’acquisizione di copia di tutto il materiale informativo depositato presso la Procura di Perugia. Trattasi di accertamenti che dovranno essere condotti, beninteso, nel rispetto delle garanzie e del principio del contradditorio, in guisa da evitare forme di giustizialismo.

Le riflessioni emerse nel corso dell’acceso dibattito sono state poi trasfuse in una mozione di sintesi, che mira a racchiudere le diverse sensibilità associative: la mozione che è stata presentata da MI-MPC è stata infine approvata a larga maggioranza (contrari solo i componenti di “Articolo 101”), indi pubblicata sul sito dell’ANM e prontamente diffusa agli organi di stampa.

La mozione di sintesi contiene l’indicazione dei criteri di priorità da noi proposti. Pur essendo la questione morale un tema di confronto, va scongiurato il rischio che si trasformi in terreno di scontro, dal quale possano scaturire ostacoli e rallentamenti proprio all’attività di accertamento della verità da parte del Collegio dei probiviri.

Una breve notazione a margine. La parte finale della seduta è stata purtroppo caratterizzata da una grande confusione. Ciò ha determinato che la mozione di sintesi venisse messa ai voti senza tener conto che la collega Maria Angioni, componente “Articolo 101”, aveva proposto (prima che si procedesse alla votazione) un emendamento. Sicché, preso atto dell’irregolarità, il contenuto dell’emendamento della collega Angioni è stato comunque sottoposto a votazione autonoma con esito negativo. Anche il collega Giuliano Castiglia, componente “Articolo 101”, aveva dichiarato di voler presentare degli emendamenti, che tuttavia sono stati ritenuti inammissibili in quanto tardivamente proposti. Nella grande confusione cha ha caratterizzato l’ultima parte della seduta non è stato possibile comprendere con chiarezza se gli emendamenti fossero stati presentati tempestivamente e, per scongiurare il verificarsi di situazioni analoghe nelle prossime sedute, appare auspicabile che venga quanto prima discusso ed approvato un Regolamento, volto a disciplinare i lavori del Comitato direttivo, fissando termini e modalità di presentazione delle mozioni affinché su ciascuna di esse si possa esprimere un voto consapevole dopo un adeguato dibattito.

Non essendo stati trattati per ragioni di tempo i restanti punti all’ordine del giorno, e segnatamente il 4-bis (recenti orientamenti del CSM sulla rilevanza dei precedenti disciplinari) e il 4-quater (concrete azioni di sostegno dell’ANM a favore dei magistrati impegnati nei processi di criminalità organizzata), la discussione proseguirà in apertura del prossimo CDC in data da fissarsi.

         

Roma, 06-07 febbraio 2021

I componenti del CDC per Magistratura Indipendente e Movimento per la Costituzione 

Cecilia Bernardo - Salvatore Casciaro - Chiara Gagliano - Enrico Infante - Raffaella Marzocca - Ilaria Perinu - Maria Cristina Ribera - Antonio Sangermano - Michaela Sapio - Ugo Scavuzzo

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